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lunedì 27 gennaio 2014

Perchè purificare i cristalli resta importante

Ecco... questo è uno dei motivi per cui quando adotto un cristallo lo purifico sempre prima di lavorarci insieme: per arrivare a me (a noi) può averne viste e sentite di ogni... in particolare nelle miniere e i ricordi energetici spesso vengono raccolti dal cristallo. In alcuni casi (sempre più rari trovo, perchè è come se la loro vibrazione rispetto ad anni fa stia cambiando) la possono anche "riprodurre" e "riproporre" a chi li acquista.

Ma la purificazione non serve solo a "tutelare noi stessi": è un rito di benvenuto al cristallo, è come la prima poppata o il primo bagno di un neonato... si stabilisce un contatto, si inizia a stringere un rapporto personale e intimo, collaborativo e perciò... aiutandolo a liberarsi dei suoi pesi attraverso la purificazione, e poi con la "consacrazione" a stringere una "alleanza" con noi, il cristallo non può che essere sereno.

http://www.greenme.it/vivere/speciale-bambini/12362-pericolosa-vita-bambini-miniere-oro-tasmania

mercoledì 29 febbraio 2012

Pulire i cristalli... con il suono

Pulire e purificare i cristalli con il suono è semplice: basta avere o una campana tibetana o una campana di cristallo (o un buono stereo su cui sentire a volume alto un cd dei due strumenti sopra citati).
Praticamente, si suona la campana vicino al cristallo, o ai cristalli... e si va avanti per minimo 7 minuti, finchè non percepiamo che il cristallo è ormai pulito. 

Il vantaggio di questo metodo è che ci permette di prenderci del tempo e rilassarci mentre puliamo i cristalli, soprattutto se dobbiamo "suonare" le campane, e in più purifica anche l'ambiente.

Per chi non sapesse cosa sono le campane tibetane... Wikipedia vi spiega tutto

Le campane di cristallo invece sono fatte con quarzo ialino, e il loro suono è fantastico e rilassante.

giovedì 16 febbraio 2012

Pulire i cristalli... con la Terra

Torniamo a raffica sull'argomento della pulizia / igiene cristallina... e quest'oggi parliamo di come si puliscono i cristalli utilizzando la terra.

Il metodo è semplicissimo: basta sotterrarli. Ma sotterrarli dove?
In giardino preferibilmente, in un vaso abbastanza grande... in un posto in cui il terreno sia comunque non accessibile ad animali e umani che potrebbero smuovere il terreno, spostare o peggio rovinare il cristallo sotterrato.

Si lascia il cristallo nella terra per almeno 3 giorni, meglio ancora 7.
Per tutti i cristalli che patiscono l'umidità e che sono delicati, questo metodo non è indicato, ma si può ricorrere ad un ottimo recipiente di vetro o di altro materiale naturale, riempirlo d'argilla asciutta e lasciarvi i cristalli immersi, sempre per 3 o 7 giorni.

Quando estrarrete i cristalli dalla terra, sciacquateli accuratamente con acqua a temperatura ambiente,  potete anche usare uno spazzolino morbido per elimirare eventuali residui.

Ovunque sotterrete i vostri minerali, la sua energia si purificherà, ma soprattutto si ricaricherà, rendendoli più vivi e splendenti. E allo stesso tempo, le piante che vi saranno vicine, potranno godere dei loro benifici "cristalloterapeutici".

Un ultimo consiglio: mettete un segnaposto per ricordarvi dove avete li avete sotterrati!

venerdì 27 gennaio 2012

Pulire i cristalli con acqua e sale


Questo è il metodo di pulizia forse più usato dalle varie persone, insieme al metodo con la sola acqua che scorre.

Basta prendere un recipiente, mettervi un po' di sale grosso (ad esempio un cucchiaio se è una bacinella di media grandeza), riempire d'acqua e lasciarli i cristalli in immersione per un po' di tempo.

Il tempo varia sempre a seconda della necessità... ma diciamo che un'ora almeno in media ci va.

Quando i cristalli sono puliti, li si estrae uno per uno e li si passa sotto l'acqua corrente fredda per sciacquarli e togliere eventuali residui di sale, poi li si lascia asciugare ponendoli ben distanziati tra loro su un panno di cotone (meglio se bianco), magari sul davanzale della finestra.

Attenzione però!!!
Non tutti i cristalli amano l'acqua, il sale o l'acqua e il sale insieme. I cristalli particolarmente "morbidi", cioè con valore di durezza basso, sarebbe meglio non metterli. Assolutamente da non mettere a bagno in acqua i cristalli che contengono rame, perchè potrebbero ossidarsi.
Anche i cristalli che sono morbidi all'interno, come i "Soli di pirite" o che hanno delle crepe, è meglio non bagnarli, proprio perchè le infiltrazioni di acqua e sale possono, in situazioni di sbalzi di temperatura particolarmente, allargare le crepe o proprio dissolvere il cuore morbido dei cristalli, praticamente "frantumandoli".

Per questo, il metodo del "lavandino di sale" è più sicuro oltre che ecologico...

giovedì 19 gennaio 2012

Il lavandino dei cristalli - metodo "universale" di pulizia dei cristalli

Come dicevo nel post precedente, a me consumare troppa acqua non piace.
Sarò molto categorica, forse non rispetterò le normali consuetudini per pulire i cristalli, ma preferisco così.
E quindi... mi sono inventata e dotata di un "lavandino di sale".

No, non è un lavandino fatto di sale nel vero senso della parola... è semplicemente un cesto di vimini con tanto sale dentro, protetto (il sale) sopra e sotto da un panno di cotone bianco o da uno strato di carta assorbente (uso quella per il lettino dello studio).

Quando i cristalli sono da pulire, li metto "nel lavabo", ben ordinati e distanziati tra loro e li lascio li finchè il sale non ha applicato la sua proprietà "igienizzante". Quando i cristalli si sono purificati, li prendo e uno a uno li passo sotto un filo d'acqua corrente a temperatura ambiente, poi li riposiziono su un panno di cotone ad asciugare.

Si può utilizzare sia un cesto di vimini che un qualsiasi altro recipiente,  meglio comunque che abbia una forma regolare e non troppe decorazioni e meglio ancora se di materiale naturale.

La cosa veramente importante, oltre al non consumare acqua, è che con il lavandino di sale si possono purificare tutti i cristalli. Tutti quegli inconvenienti dati da reazioni chimiche e fisiche, che possono accadere utilizzando gli altri metodi, in questo caso, non si verificano: i cristalli morbidi non rischiano di rovinarsi / rigarsi a contatto con il sale, quelli che reagiscono a contatto con acqua, sale o altro materiale, non vengono a contatto con nulla se non con la carta o il cotone, e via dicendo.
Non ultimo, essendo il sale disteso in uno spesso strato, è come se formasse una specie di "drusa" e di conseguenza egli stesso si "sporca" meno e non è necessario cambiarlo ad ogni "lavaggio".

Appena posso, faccio una fotografia del mio "lavandino" e la posto.
Per ora spero che l'idea vi sia piaciuta e se volete lasciare commenti, sarò ben contenta di sentire la vostra opinione.

A presto!

venerdì 13 gennaio 2012

Igiene cristallina: i vari metodi e qualche rimostranza!

Abbiamo iniziato il tema "come pulire i cristalli". Man mano vedremo i vari metodi, che sono:
- con sale
- con acqua e sale
- con la terra / la neve
- con il suono
- con l'incenso
- "lavandino di sale"

Poi parleremo anche della differenza che esiste tra il purificare un cristallo e "ricaricarlo"... che mi pare sia argomento che talvolta genera confusione.

Tornando ai metodi... ogni modo di pulire un cristallo è valido, e ognuno ha tempi e modalità diversi.

Personalmente, dovendo pulire tanti cristalli e tanto spesso, ho ideato un metodo, che chiamo il "lavandino di sale" che mi permette di evitare di "sprecare" risorse, tempo e denaro.
Prendiamo per esempio il lavare i cristalli sotto un filo d'acqua che scorre per ore: è un metodo efficace ma sinceramente, non mi sento di far scorrere l'acqua per così tanto tempo, si si è un filo... ma l'acqua è un bene prezioso e se posso utilizzare dei metodi diversi e che ne facciano meno uso, preferisco.

Quindi... nelle prossime puntate parleremo di tutti i metodi per purificare i cristalli, uno per uno, pro e contro, implicazioni.
Visto che vi ho accennato al "lavandino di sale", sarà il prossimo argomento.

A presto!

mercoledì 11 gennaio 2012

Quando bisogna pulire i cristalli? E quante volte?

La prima risposta: sempre, appena li si acquista o li si adotta.

La seconda risposta: tutte le volte che ci sembrano stanchi, diversi (in negativo), tristi, più grigi, polverosi, meno luminosi. 

Se poi avete una buona sensibilità all'energia sottile o all'energia specifica dei cristalli, dovreste riuscire a sentirlo da soli, caso mai... concentratevi e "chiedete".

Ricordatevi che invece occorre sempre pulirli dopo ogni volta che li si è utilizzati (per applicazioni, meditazioni, ecc..) che coinvolgono i vostri cristalli e altre persone che non siate voi (ad esempio se utilizzate un vostro cristallo per meditare con amici...).


Igiene cristallina

Quando bisogna pulire i cristalli? Quante volte? Come? Perché? Anche se è in un ciondolo?
Queste sono le domande più frequenti sulla materia. Sono anche, generalmente, le prime...

Quando acquisto un capo di abbigliamento, prima di indossarlo, lo si lava. E perché con i cristalli dovrebbe essere diverso?

L'igiene cristallina è importantissima, fondamentale: perché vi è bisogno di rimuovere i rimasugli della lavorazione a volte (che possono essere residui minerali o di altri agenti chimici...) ma soprattutto perché ogni minerale (così come ogni cosa, ma questo è un altro discorso...) si porta dietro una parte dell'energia con cui è venuto a contatto.
Dunque, se volete indossare la vostra nuova collana, meditare con il vostro nuovo cristallo o anche solo se l'avete comprato per metterlo sul mobile, ascoltate una "cristallosa": pulitelo!

I modi per farlo sono tantissimi e li vedremo man mano.
Riguardo alle domande di cui sopra, cominciamo a rispondere...